AllBlacks, rimonta sfiorata ma arriva la sconfitta

Si chiude con una sconfitta casalinga per 75-85 la sesta giornata di campionato per la Butterfly Cavenago, superata dalla Polisportiva Brembate Sopra. Una partita condizionata pesantemente dall’approccio iniziale degli AllBlacks, protagonisti di una prestazione caratterizzata da superficialità, individualismo e poca intensità. Non è bastata la reazione nella seconda parte di gara per completare la rimonta. 

Una sconfitta che lascia parecchio rammarico, soprattutto per come è maturata. Gli AllBlacks entrano in campo con un atteggiamento tutt’altro che adeguato, quasi come se la partita fosse già in discesa, sottovalutando l’impegno e la determinazione degli avversari.

Il primo quarto è emblematico: Cavenago concede troppo, perde praticamente tutti i duelli individuali, sia in fase difensiva che offensiva, e fatica a costruire un gioco corale. Le azioni diventano spesso iniziative personali, con conclusioni affrettate e attacchi al ferro poco ragionati, che finiscono per trasformarsi in continui contropiedi per Brembate. Il parziale di 15-31 fotografa perfettamente le difficoltà di una squadra che sembra aver smarrito concentrazione, intensità e spirito di gruppo.

Nel secondo periodo la situazione migliora solo parzialmente. Butterfly Cavenago riesce a limitare i danni, ma all’intervallo il divario rimane importante: -14, un ritardo maturato soprattutto a causa di un approccio mentale e fisico completamente sbagliato.

Al rientro dagli spogliatoi arriva un’altra doccia fredda. In appena due minuti Brembate piazza tre triple consecutive, portando il vantaggio a venti lunghezze e dando l’impressione di aver definitivamente indirizzato la partita. Ma proprio quando tutto sembra compromesso, gli AllBlacks trovano finalmente una reazione d’orgoglio. La squadra alza l’intensità, comincia a costruire meglio le proprie azioni e ritrova il gioco di squadra. Il terzo quarto si chiude sul 26-21 per Cavenago, che riesce così a ridurre parte dello svantaggio.

La rimonta prosegue nell’ultima frazione. A 4 minuti e 30 secondi dalla sirena, il tabellone segna 63-63: una rimonta costruita finalmente attraverso il coinvolgimento di tutti i componenti del quintetto, con la palla che circola e ogni giocatore chiamato a partecipare alla manovra offensiva.

La partita sembra improvvisamente poter prendere una direzione diversa. Arrivano però alcune scelte dalla panchina, pensate anche in prospettiva di un finale che si preannuncia concitato, ma il cambio di assetto non produce gli effetti sperati. Cavenago perde nuovamente ritmo e lucidità, mentre Brembate ne approfitta per riprendere il controllo della gara e chiudere sul definitivo 75-85.

Il risultato premia meritatamente Brembate, alla quale vanno riconosciuti il merito e la capacità di interpretare la partita con il giusto atteggiamento fin dalla palla a due.

In casa Cavenago, invece, resta tanto rammarico. Non soltanto per i due punti lasciati sul campo, ma soprattutto per un atteggiamento che non rispecchia il lavoro svolto durante la settimana. Pensare di poter risolvere la partita individualmente, cercando il proprio tabellino invece di costruire per la squadra, è un errore che si paga. Così come lo è entrare dalla panchina senza la necessaria concentrazione e senza la voglia di portare il proprio contributo.

Una squadra ha bisogno di tutti: di chi parte in quintetto, di chi subentra, di chi deve dare energia quando un compagno ha speso molto e di chi è chiamato a cambiare l’inerzia della partita. Lottare, difendere, sacrificarsi e mettere il proprio mattoncino a disposizione del gruppo non sono optional, ma responsabilità di ogni giocatore.

È proprio questo il messaggio da cui ripartire: il talento individuale non può sostituire il gioco di squadra e nessuna partita si può affrontare senza la giusta mentalità, intensità e voglia di lottare.

Ora non c’è tempo per guardarsi troppo indietro. All’orizzonte c’è una trasferta particolarmente impegnativa sul campo di Spirano, formazione quadrata, ben costruita, dotata di importanti individualità e capace di esprimere un ottimo gioco corale.

Servirà una Butterfly completamente diversa: più concentrata, più determinata e soprattutto più squadra.

Perché le partite si possono vincere o perdere, ma l’atteggiamento e lo spirito di gruppo non devono mai mancare.