U13 CSI – 9 MESI DOPO

9 mesi dopo e 55 pizze. Potremmo riassumere così un intero anno, un’intera serata. Ma andiamo con ordine.
2 giugno, ore 17:00 circa. Siamo di ritorno dall’arrampicata. La buttiamo lì: dobbiamo fare una partita genitori contro figli. Detto, fatto.
13 giugno, ore 19:30. Un’onda di ragazzini, staff, genitori, fratelli, sorelle e amici invade la palestra. Si respira un’aria calda e di festa. Subito ognuno occupa i propri posti, o meglio, i posti che ha deciso di occupare.
Ci sono i tifosi, ci sono le cheerleader, ci sono mamme fotografe, ci sono atlete che arbitrano, c’è una mamma al tavolo segna punti, ci sono gli allenatori che fanno gli avversari, ci sono i genitori che fanno i cestisti con tanto di divise improvvisate e non, c’è una mamma di un frugolino di 3 mesi che fa la giocatrice per divertirsi con l’altro frugolino di 150 mesi circa, c’è un’altra mamma che si improvvisa coach dei ragazzi e poi ci sono gli Under 13 che sono gli unici a ricoprire il proprio ruolo con la felicità di ricoprirlo.
Fischio d’inizio, la panchina dei genitori è decisamente più ordinata. Quella dei ragazzi una baraonda, di urla, di incitazioni, di richieste di giocare. Perché gli Under13 hanno solo uno scopo: battere mamma e papà e vogliono proprio giocarci contro, come a dimostrare che lì, su quel campo, ognuno può dire la sua. Per poi accorgersi che più che giocare contro, ci si sta divertendo insieme. Anche cercare di battere il proprio allenatore è un’altra fortissima carica!
Certo che i “vecchi” non hanno regalato nulla ai “giovani”, svantaggiati dalla minore prestanza fisica e dall’altezza. Dai! Se sei alto quasi 2 metri che gusto c’è a schiacciare con un “nanetto” in difesa!
Il risultato della partita lo omettiamo perché abbiamo vinto tutti, o perso tutti insieme.
Nemmeno il momento di esultare che arrivano le 55 pizze. 55 pizze per 55 persone sudate e felici. Accampati e ormai sazi fuori dalla palestra, l’allenatore chiama a rapporto la sua squadra. Ha un discorso da fare ai suoi atleti, che riassume i 9 mesi del suo mandato. In 9 mesi ha dato un’impronta decisa agli U13, partiti da una sconfitta per arrivare alle vittorie e addirittura ad una coppa!
I ragazzi hanno ricevuto un libro, che si spera, sia loro da motivazione; l’allenatore e il vice hanno ricevuto il personalissimo diploma attributo dai genitori. I genitori però hanno ricevuto la cosa più preziosa: il sorriso sui volti dei propri figli.
La serata è stata splendida, da ripetere. Ai ragazzi speriamo rimanga la grinta con la quale hanno giocato contro i loro punti di riferimento e la consapevolezza che ognuno ha la forza dentro di sé, perché, come ha citato l’allenatore:
SE NON CREDI IN TE STESSO, NESSUNO LO FARA’ PER TE. (Kobe Bryant).